Rifle Shot

Blog della rock band di Alessandria
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postato il 04/10/2008 12:23 da RifleShot

BIO

 

L'anima dei Rifle Shot si forma nel 1999. Ale, Marco (Taz) e Simone (MrSlide) hanno l’idea di fare musica insieme. Si aggiungeranno alla formazione Fabio (Juda) alla voce, e Stefano (DrSpad) al basso.
Dopo alcuni anni tra palchi e sala prove, i cinque ragazzi di Alessandria conoscono l’etichetta indie ML FREE YOUR MUSIC di Andrea Lepori e, grazie al lavoro svolto con lui, il produttore del Le Vibrazioni e fonico tra gli altri di Mina ed Eelst: Ignazio Morviducci.
Questa è la spinta per iniziare a lavorare al primo album: “Credo”, registrato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani nel 2007.
Subito dopo parte il loro primo tour promozionale, in cui toccano vari locali tra Piemonte e Lombardia e presentano il lavoro in diretta su Rosso Alice, dagli studi di Jungle Sound a Milano.
Tra Ottobre e Novembre dello stesso anno il cd viene mixato presso gli ML rec studios da Andrea Lepori ed Ignazio Morviducci e masterizzato dal Mastering Engineer Leon Zervos presso Sterling Sound a New York.

 

INTERVISTA

 

1. Fai il nome di almeno tre artisti/band che hanno influenzato maggiormente la vostra musica

I Rifle Shot sono 5 e anche se hanno tante cose in comune hanno ognuno una propria personalità e soprattutto gusti musicali diversi. Per non scontentare nessuno potremmo fare un percorso temporale che va dai Pink Floyd (apprezzati per l'originalità e la "visione") ai Guns'n'Roses (chitarre potenti, riff mozzafiato e sentimenti urlati) alle nostre Vibrazioni (un esempio sempre più raro di rock italiano).

 

2. Quali sono le difficoltà maggiori per una band?

Ci sono diversi ostacoli da superare, dipende anche dall'obbiettivo di chi suona. Per chi, come noi, vorrebbe vivere CON la musica (e non di musica) la difficoltà maggiore è trovare qualcuno che creda in un gruppo emergente e gli permetta di esprimersi al meglio. In questo noi siamo stati fortunati! Poi ovviamente ci sono problemi legati al carattere, al tempo da dedicare alla musica, ma se c'è qualcosa in cui credere queste cose si possono superare.

 

3. Quali strumenti utilizzate?

Immaginate la formazione rock classica... chi è sotto il palco vede, partendo da sinistra, una graziosa e grintosa chitarra Emily SG della Epiphone suonata con orgoglio da Ale, chitarrista ritmica della Band. Proseguendo verso destra potete vedere un basso Yamaha 5 corde TBR1005 imbracciato da Spad. Ora lo sguardo si sposta un pò più in alto, dove sopra una pedana troneggia una batteria con un'aria un pò vissuta ma sempre con un ottimo sound, la Pearl bianca di Taz. In centro, proprio sul fronte del palco, c'è un'asta molto particolare, unica e personalizzata (vi dico solo che c'entrano delle catene ed un volante) sulla quale c'è un microfono Sennheiser ev100, utilizzato da Fabio. Ultimo ma non ultimo, alla destra del palco, c'è una rastrelliera... si, perchè qui ci si sbizzarrisce con le diverse chitarre di MrSlide: una Dean Michael Schenker, una Yamaha Pacifica 812W ed una Ibanez S.

 

4. Cosa vi spinge a fare musica?

Ci sono un sacco di motivi che riescono (quasi) sempre a superare le frustrazioni, lo stress, i problemi di tutti i giorni e ci spingono tutti i venerdì sera nella nostra sala prove! In questi anni abbiamo scoperto che ci piace arrangiare le canzoni, riflettere sul suono dei nostri strumenti e quanto è bello (anche se faticoso) lavorare in studio di registrazione, suonare dal vivo davanti a sempre più persone. Vorremmo che tutte queste cose fossero sempre presenti nella nostra vita e quindi andiamo avanti.

 

5. Siete un gruppo solo quando suonate?

No, siamo amici da anni, anzi, da tantissimi anni. Questo ha vantaggi e svantaggi ma di certo si riflette anche sulla nostra musica. Ci permette di capirci al volo... o di non capirci affatto in alcuni casi, comunque rende tutto più intenso e di sicuro molto speciale!

 

6. Come descrivereste la vostra musica?

Il nostro nome dovrebbe darne un'idea. Rifle Shot vuol dire "colpo di fucile", una cosa potente, diretta, che colpisce subito. La nostra musica, infatti, vorrebbe arrivare alle persone in modo rapido e assolutamente non indolore, deve dare un'emozione... o almeno è quello che ci auguriamo succeda!